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Gastone Biggi
(1925 - 2014)

Etruschiade, 2008

Olio su tela
cm 70 x 70
Titolato, firmato e datato sul retro. Autentica su foto di Gastone Biggi, timbro della Galleria Art Time Srl.
L’opera è un tipico esempio dell’arte di Biggi, sempre sospinta da un’insopprimibile esigenza ritmica, essenziale, ed, in ultima istanza, profondamente musicale.

“In Biggi, nel ripetersi meccanico di un segno continuo, all’infinito, si tradiscono come in un cardiogramma gl’impulsi incontrollati di un ritmo interno che nelle sue precedenti pitture provocava nel fitto tessuto delle colature del colore zone improvvise di accumulo o di rarefazione, e un’infinità di piccole smagliature”. (Palma Bucarelli)

“Biggi non immagina o concepisce il quadro, si pone in una posizione operativa costante: recepisce e comunica. Tesse così uno schema, un pattern che, se potesse, sarebbe sempre uguale. Non può esserlo perché la mano non può fare due volte lo stesso segno e l’identità non esiste, anzi l’esistenza è la non identità, li secondo segno (benché tutti siano tondi) già contiene l’esperienza del primo, ne subisce l’influenza, ne è attratto o respinto, appartiene a un tempo, si colloca in un diverso punto dello spazio”. (Giulio Carlo Argan)

Selezione critica pubblicata dalla Fondazione Gastone Biggi.
€ 2.200,00
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