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Vito Vasta
(Cisterne)

Disco, 1995

Refrettario, ossidi
diam. cm 58
Vito Vasta ha esposto in Galleria Gagliardi (San Gimignano) dal 1993 al 1994. Vito Vasta esplora su lastre di ceramica tutte le possibilità espressive offerte dalla materia acquistando sempre più consapevolezza delle energie materiali e spirituali che vivono in essa. E’ così che il suo lavoro va sviluppandosi come il segno, il simbolo, di una tensione verso l’assolutezza dello spazio, esso stesso centro dell’unità metafisica. Riconoscendo il “groviglio” come strategia dell’altro, oltre il suo essere materia, partecipando al rapporto di arrendevolezza, costrizione o fuga, per l’artista è possibile intuire gli spazi immaginari dove le “mappe segrete” articolano il desiderio di libertà. In tal senso l’arte della terracotta sorge su un codice ignoto, pronto ad emergere nella suggestione del proprio potere, essendo la polvere di terra ricordo e memoria di un tutto, con cui dialoga nelle successive esperienze. Allora sorge l’avventura teorica di un testo nell’investigazione di un linguaggio, luogo della possibilità del dire e del rimando a qualcosa di già inscritto, nascosto o a qualcosa di inesprimibile, nonostante la “restituzione".
Trattativa privata
Il singolo lotto non è acquistabile singolarmente in quanto è da intendersi come parte indivisibile di una collezione composta da oltre 135 opere realizzate da 93 importanti ceramisti tra il secondo dopoguerra ed il 2021, rappresentando, nella sua totalità, un unicum privilegiato per la comprensione dell'evoluzione dell'arte ceramica e del design italiano ed internazionale dal secondo dopoguerra ad oggi.