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Antonio Bellucci (Pieve di Soligo, 1654 - Pieve di Soligo, 1726)Attribuito a
Susanna e i Vecchioni, Seconda metà del XVII sec.
Olio su tela
cm 120X194
L'opera, un elegante olio su tela rintelato, raffigura un soggetto che, all'interno dell'arte italiana del XVII sec., ebbe una notevole diffusione; dopotutto, la fortuna figurativa dell'episodio biblico di Susanna e i Vecchioni, è presto spiegata dal gusto barocco dominante che, alla posatezza dei campioni della classicità, preferì sempre un tipo di figurazione drammatica e dinamica capace di trovare, nei contrasti dal forte impatto emotivo (così come, in questo caso, tramite un velato erotismo), la via preferenziale per il coinvolgimento dello spettatore. Il centro della composizione, d’altronde, è qui illuminato dalla pelle diafana di Susanna che, sorpresa dai vecchi giudici durante il bagno, cerca subito di coprirsi per sfuggire alle loro minacce. Il contrasto, dunque, viene a giocarsi interamente tra la vitale giovinezza del corpo della donna e le profonde rughe dei due anziani, trasponendosi sul piano morale in una contrapposizione tra l’esemplarità morale della prima ed il pervertimento dei due saggi.
Per quanto concerne la paternità dell’opera, la resa pittorica generale ed il gusto cromatico vivace non possono che far iscrivere il dipinto all’ambito veneto del secondo Seicento, attribuendo l’opera, grazie al confronto con ulteriori parametri stilistici quali i caratteristici occhi grandi ed i tratti del volto di Susanna e del giudice sulla sinistra (in tal senso, si confronti questo dipinto con l’Adamo ed Eva conservato nella fototeca della Fondazione F. Zeri dell’Università di Bologna), ad Antonio Bellucci (1654 –1726), importante pittore pievigino che fu attivo a Venezia, Vienna e Londra.
Per quanto concerne la paternità dell’opera, la resa pittorica generale ed il gusto cromatico vivace non possono che far iscrivere il dipinto all’ambito veneto del secondo Seicento, attribuendo l’opera, grazie al confronto con ulteriori parametri stilistici quali i caratteristici occhi grandi ed i tratti del volto di Susanna e del giudice sulla sinistra (in tal senso, si confronti questo dipinto con l’Adamo ed Eva conservato nella fototeca della Fondazione F. Zeri dell’Università di Bologna), ad Antonio Bellucci (1654 –1726), importante pittore pievigino che fu attivo a Venezia, Vienna e Londra.
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